sab 01 feb | Teatrocittà Centro di Formazione e Ricer

Qui lo dico e qui lo neg(r)o

Salvatore Marino, chiamato in causa personalmente in quanto figlio di madre eritrea e padre italiano, si conferma nello show un funambolo della parola, trasportando lo spettatore in un turbine di associazioni mentali, assonanze, rime, paradossi e raffiche di battute pungenti.
La registrazione è stata chiusa

Orari

01 feb 2020, 21:00 – 02 feb 2020, 18:00
Teatrocittà Centro di Formazione e Ricer, Via Guido Figliolini, 18, 00173 Roma RM, Italia

Lo spettacolo

 Non sono abbronzato, sono moro. Che poi moro è un modo di dire datato, lo diceva Shakespeare, “Il moro di Venezia”, oggi moro non si dice più, oggi si dice nero. Anzi, nemmeno nero, non è politicamente corretto. Oggi si dice “afro americano”, oppure “abbronzato”, “Kunta Kinte” anzi più che Kunta Kinte un Kunta Niente, “di colore”, come se al posto di gatto nero uno dovesse dire “gatto di colore”, è una stronzata! Non funziona.

“Nero” è molto meglio. D’altronde è il destino del politicamente corretto, prende una cosa che funziona e non la fa funzionare. “Biancaneve e i sette nani”, nano è un termine che sa di handicap, di emarginazione. Il politicamente corretto vede come si può dire nano senza offendere i nani. Che cosa non può fare un nano? La prima cosa che mi viene in mente è che non può giocare a basket. Ecco, “Biancaneve e i sette nani” in politicamente corretto si dirà: “Biancaneve e i sette inidonei al basket”. Così per i sordi si dice audiolesi, per i ciechi videolesi, non ho mai capito chi sono i tirolesi.  

La registrazione è stata chiusa